giovedì 18 febbraio 2016

C’est ne pas un… portone!

Concediamoci una pausa dal mondo degli adulti e facciamo un salto all’indietro… quando eravamo bambini alla ricerca di spazi sui quali far atterrare la nostra fantasia.

Ecco che il muretto di casa diventava un ottimo negozio in cui vendere la propria mercanzia inventata, le piante del giardino erano la giungla da attraversare con coraggio, la bici era una motocicletta e – se allargavi le braccia – ti faceva persino volare.

E il portone di casa che cosa diventava se non la più bella porta per giocare a calcio come dei veri professionisti?
Non c’è bambino al mondo che non abbia intravisto in quel “ritaglio nel muro” pali, traversa… e persino la rete! Chissà se i produttori avevano immaginato questo tipo di successo mentre progettavano i primi portoni.

E voi quante volte avete fatto il portiere? Non si sa come e perché, ma toccava sempre alle sorelle più piccole, forse pensando che fare goal fosse più importante che pararlo. Chi lo sa.

Fatto sta che se buttare dentro la palla significava colpire tutto ciò che stava dentro al garage - l’auto di papà, gli scatoloni della mamma… - prendere una traversa significava far tremare le lamiere del portone con le urla minacciose, sempre a cura della mamma, che avrebbero fatto fuggire anche i più coraggiosi. Si attendevano pochi minuti e poi timidamente si ricominciava a sognare di essere al Maracanà.

Noi di Breda pensiamo sempre ai bambini che ancora oggi giocano con i nostri portoni. Per questo li abbiamo resi protagonisti di una delle nostre campagne pubblicitarie di qualche anno fa. Ma soprattutto per questo li costruiamo sicuri per ogni “portiere” e resistenti di fronte a ogni tipo di “goleador”.


Buona partita (e buon portone) a tutti!


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